(ex?) zitella... ex precaria!

lunedì 21 ottobre 2013

Primo anniversario

Da un anno esatto non sono più una zitella acida, avendo avuto la fortuna di incontrare un uomo fantastico, di cui potrei dire ogni bene.
E ovviamente, questo pubblico tripudio di cuori, rose e romantici amorini, non ha nulla a che vedere con il fatto che l'uomo di cui sopra, ieri ha casualmente scoperto dell'esistenza di questo blog...
(Sì, sì, Tesoro, stai tranquillo. No, non ho scritto niente di compromettente, giuro!).

Love is... e arredamento

Andare con il tuo bello a trovare un vecchio amico che ti mostra con orgoglio il suo nuovo salotto...
Simulare entusiasmo e approvazione nei confronti dell'acquisto...
Tornare a casa con il tuo Lui e alla domanda "Tesoro, cosa pensi del salotto che abbiamo visto?", sentirsi rispondere in modo vago, da cui si capisca che anche lui l'ha trovato raccapricciante...
... questo è Amore, specie se si ha in programma di scegliere prossimamente i mobili di casa.

Il web e le comunicazioni scuola/famiglia

Come più volte sbandierato da ministri dell'istruzione presenti, passati e futuri, l'informatica è il futuro della scuola.
I genitori, muniti di password, possono verificare in tempo reale nel sito della scuola se il pargolo è entrato regolarmente in classe oppure ha "bruciato". Possono, sempre tramite il sito della scuola, controllare i voti, le note disciplinari, gli avvisi. Possono poi prendere appuntamento per il ricevimento genitori. Anche per i ragazzi è una grande opportunità: possono scaricare dal sito l'orario delle lezioni, i compiti, il calendario delle verifiche e il materiale didattico messo a disposizione dai prof.
Tutto questo grazie a un sito aggiornato in tempo reale e alla novità di quest'anno, il registro elettronico (sorvoliamo sul fatto che questo registro elettronico si pianti di continuo, la connessione è assente una volta sì e l'altra pure, e se c'è procede alla velocità di un pachiderma).
Qualche giorno fa, in classe stavo parlando di questioni organizzative e mi è scappato di dire ai ragazzi che avrebbero comunque trovato on line la circolare con tutte le indicazioni del caso.
- Prof, on line dove?
Nella rubrica "Comunicazioni scuola famiglia"
- Sì prof, ma di quale sito?
Come sarebbe a dire di quale sito, quello della scuola, ovviamente
- Ma perchè prof, la scuola ha un sito?
E a questo punto, ho capito che tutta la tecnologia del mondo non potrà mai garantire una comunicazione efficace. E nel frattempo mi cadevano le braccia, mentre tutta la classe (tranne il malcapitato) si dava a grasse risate.

Geni maschili

Per qualche strano problema con il browser, da un po' di giorni non riuscivo ad aggiornare il blog. Adesso che si è sbloccato (grazie a smanettamento, disinstalla, installa), non so da dove iniziare a scrivere. Allora, già che ci siamo, facciamo un po' di revival...
Un paio di mesi fa, io e la mia dolce metà portiamo al mare i miei adorati nipotini, sulla cui boccuccia dorata ho già avuto modo di dilungarmi in precedenza. Mentre camminiamo, il mio nipotino maschio (8 anni) scruta perplesso le mie splendide unghie laccate rosso/arancio, che spiccano tra le infradito.
- Zia, ma perché le donne si colorano le unghie?
Perché così sono più belle, gli spiego. Ma lui è sempre più perplesso.
- Mah... le donne sono complicate, zia.
Ovviamente, l'uscita del bimbo ha suscitato l'entusiasmo del mio Lui ("Ecco, vedi? Tuo nipote ha già capito tutto"). Io resto di stucco a chiedermi se li programmano così fin da piccoli o se è una questione genetica.

giovedì 10 ottobre 2013

Refusi

Da quando faccio l'insegnante, sono abituata a correggere gli strafalcioni dei miei alunni. Quello che mi infastidisce sono invece gli errori ortografici nelle circolari, nei registri e nei comunicati ufficiali della scuola.
Dopo le prove di EVACQUAZIONE e l'avviso di segnalare chi FA' le fotocopie, dopo innumerevoli virgole tra soggetto e verbo, oggi finalmente è arrivato un refuso che ha rallegrato un grigio Collegio Docenti. Alla terza ora consecutiva di blateramenti, una ventata di ilarità si è diffusa quando ho notato un punto all'ordine del giorno: "Gli insegnanti sono pregati di leggere i verbali in VISONE presso la segreteria".


giovedì 3 ottobre 2013

Giulietta e Romelo

Sono a casa sola soletta. Divano, copertina, tisana, stasera in tv c'è il musical di Giulietta e Romeo.
Accendo e vedo una che dovrebbe essere una cantante in costume d'epoca: è una specie di cornacchia gracidante che stecca una nota sì e l'altra pure. Penso con tristezza a quante mie amiche dalla voce di usignolo non guadagnano un euro, mentre questa sta in prima serata grazie al mio canone Rai.
Cambio canale, poi in un guizzo di masochismo rimetto sul musical. E lì è l'apoteosi.
I cantanti sembrano usciti dalle selezioni di "Amici", tra i concorrenti scartati però. Lo stile è pop strillone di chi non ha mai studiato canto 10 minuti in vita sua, ma fa il cantante lo stesso. L'intonazione non esiste, il colpo di glottide è ostentato con orgoglio, si fa a gara a chi strilla di più. Sembra che si stiano strangolando, e sotto sotto spero che lo facciano davvero.
Giulietta e Romeo poi spiccano per le doti di recitazione: un po' la stessa raffinata tecnica che si ammira quando prendono una Miss Italia e la buttano davanti a una cinepresa spacciandola per attrice, per intendersi.
Menzione speciale per chi ha scritto i testi, a titolo di esempio: 
"Quale stella curiosa/ 
sorvoleranno il cielo/ 
di Giulietta e Romelo". 
Romelo? Splendida rima, per non parlare della sintassi.
Poi all'improvviso salta fuori un ballerino mezzo nudo che si mette a saltare e striscia di sghembo come un ragno. Non ho ben capito che cosa rappresenti, ma almeno mi rifaccio gli occhi.
Coro: "Per pietà per pietà!". Sì, proprio per pietà, piantatela di produrre queste porcherie, quando i nostri conservatori sfornano centinaia di cantanti veri.
"Quale amore mi brucia?" "Quello che dà fiducia".
Mi consola solo il pensiero che alla fine muoiono. Sì, ma ci vorranno almeno altre due ore, come argutamente mi ha fatto notare un'amica.
Conclusione: cambio canale e mi affogo nei Ferrero Rocher.

lunedì 23 settembre 2013

Dieci (o quasi) frasi da non dire alla tua donna

Tempo fa ho pubblicato una lista delle 10 frasi da non dire a una donna quando la scarichi (ovviamente, tutte frasi che mi ero sentita dire).
Ed ecco ora le frasi da non dire a una donna quando ci stai insieme, variamente ricavate da esperienze personali nel corso degli anni:
1. Ma quanto mangi?
2. Ma come ti sei vestita?
3. Vieni meglio nelle foto da lontano
4. Uh, quanti brufoli!
5. Non sei tanto alta
6. Non sei tanto giovane
7. Non è che non mi piaccia il tuo vestito, è che ho visto di meglio
8. Ma di un altro colore non ce l'avevano questo vestito?

Vediamo tra quanto riesco a completare il decalogo? Si accettano consigli, ovviamente

Equivoci in classe

Lezione su Baudelaire e il Decadentismo.
"L'albatros è un uccello. Personalmente non ne ho mai visto uno... però Baudelaire ci racconta che è goffo quando sta a terra, mentre è splendido quando vola in alto".
Questa era la frase che avevo intenzione di dire. Peccato che prima del "però", mezza classe stesse già ridendo.

giovedì 12 settembre 2013

Riunioni preliminari

Sono all'undicesima ora di programmazione di dipartimento in due giorni. Siamo al punto in cui si propongono le attività interdisciplinari.
Una prof propone un lavoro con il collega che insegna inglese (o francese, spagno, tedesco) su come si scrive una relazione. Un gran classico.
Un'altra rilancia: "Ma non si potrebbe pensare a qualcosa di più originale da fare con il collega di lingue? Qualcosa di più carino, al posto della solita relazione?"
Silenzio. Tutte pensiamo la stessa cosa, finché una la dice: "Dipende da chi è il collega di lingue".
Bene, una volta tanto mi fa piacere non essere io quella che tira fuori involontariamente frasi hard.
Buon anno scolastico a tutti!

lunedì 9 settembre 2013

Sabato libero

Collegio docenti nella nuova scuola, l'incaricato degli orari annuncia orgoglioso che quest'anno praticamente tutti i docenti che hanno chiesto il sabato libero (e si sa che sono la maggioranza) l'hanno ottenuto.
Sono molto felice per i colleghi che, avendo potuto esprimere lo scorso giugno i propri "desiderata" in merito all'orario, potranno ora godersi una vita sociale il venerdì sera ed evitare di condividere le ultime ore del sabato con una trentina di adolescenti già proiettati in selvaggi week-end a base di vasche in centro, pigiama party e sbronze collettive.
Tuttavia, sono un po' meno felice di apprendere che per assicurare ciò al maggior numero possibile di colleghi di ruolo, a me viene richiesto:
- di fare le prime 2 ore del sabato nella scuola A, dalle 8 alle 10, e di essere alle 11 per altre 2 ore di lezione nella scuola B, a 30km di distanza dalla scuola A (45 minuti in macchina, se non mi si fonde il motore; in treno o corriera meglio sorvolare), facendo nel mentre anche ricevimento genitori
- di svolgere le mie uniche 2 ore di lavoro settimanali nella scuola B insegnando storia per 2 ore consecutive nella stessa classe dalle 11.15 alle 13.15 del sabato, con risvolti didattici sicuramente pregevoli.
 Mi viene in mente una scena di un film in cui qualcuno si arrabbiava per un macellaio che tratta molto bene i suoi clienti, dando loro i pezzi migliori... "Perchè dopo i peggiori li dà a me". Appunto.