(ex?) zitella... ex precaria!

venerdì 29 aprile 2016

Preparando l'Invalsi

Per chi non fa l'insegnante, la parola "Invalsi" non vuol dire niente... in teoria è un quizzone che viene propinato ai nostri studenti di elementari, medie e superiori per testarne le competenze in italiano e matematica.
Solo che chi l'ha ideato non ha sicuramente mai messo piede in una scuola e non immagina le risposte geniali dei miei cari alunni.
DOMANDA- : che cosa significa questa frase?
RISPOSTA CORRETTA INVALSI- Non avrebbe successo con le ragazze perché sarebbe considerato un secchione/ eccessivamente preciso
RISPOSTA DI MIO ALUNNO. "Prof, significa che la ragazza è anche più scema del ragazzo"

mercoledì 24 febbraio 2016

Distrazione

C'è stata quella volta in cui ho messo il caffè nello scolapiatti. O lo zucchero in frigorifero.
Ma quando non riesci a trovare le chiavi della macchina (e guidi usando la chave di scorta), e poi scopri che da una settimana stai guidando con le chiavi inserite all'esterno nello sportello lato passeggero, lì capisci due cose:
- hai bisogno di una vacanza
- la tua macchina fa veramente schifo.

lunedì 25 gennaio 2016

Commento del docente: "I morti non mangiano"

Nell'antico Egitto, nelle tombe si mettevano cibi e bevande che il defunto mangiava dopo la morte.

(scuole superiori... )

sabato 23 gennaio 2016

Miss Italio

Lezione di grammatica sui tempi dei verbi,  passato remoto e imperfetto. Purtroppo la fantasia non mi assiste mai e le frasi d'esempio sono sempre un po' cretine. In più spero che l'effetto sorpresa faccia sorridere gli alunni, permettendomi al tempo stesso di verificare che non stiano dormendo. E così stamattina mi è uscita la frase seguente:
"Quando ero più giovane vinsi Miss Italia".
Dalla prima fila un alunno commenta "Prof, vista la Miss di quest'anno avevo buone possibilità pure io".
A questo punto mi rimane la curiosità di vedere miss Italia 2015, mi aspetto che sia la figlia di Fantozzi.

lunedì 11 gennaio 2016

Addio casetta

Da quando scrivo questo blog, vige la regola non scritta di pubblicare almeno un post al mese.
Quale catastrofico evento ha fatto sì che non la rispettassi?
Un trasloco. Dopo quattro anni di onorato servizio, il mio superattico di ben 25mq in centro è stato da me abbandonato.
Comincia la convivenza!
In realtà la mia futura casa ancora non è pronta, quindi per qualche mese parcheggio armi, bagagli e scatoloni a casa del mio bello. E in primavera, altro giro altra corsa. Argh.

mercoledì 28 ottobre 2015

Questionario di selezione uomini

1) Ga tu a morosa?
- sì : FINE
- no: vai alla domanda 2
2) Ga tu el moroso?
- sì : FINE
- no : vai alla domanda 3
3) Te piase
- a figa : vai alla domanda 4
- el tronco : FINE (ma tuti mi???)
4) Ga tu
- pì de 35 ani e manco de Berlusca : vai alla domanda 5
- manco de 35 ani : torna a ciucciare el late daa teta de to mare FINE
5) Ga tu un lavoro
- fiso : vai alla domanda 6
- cococo : FINE
(no: neanca sto a domandargheo)
6) Quanti schei ciapi tu?
- come mi o de pì : vai alla domanda 7
- manco de mi : morto de fame FINE
7) A casa xea tua?
- sì : vai alla domanda 10
- no : vai alla domanda 8
8) A casa xea dei tui?
- sì : vai alla domanda 9
- no : FINE
9) Ghe si tu tanto afesionà ai tui?
- sì : FINE
- no : vai alla domanda 10
10) Quante stanse (de leto) ga a casa?
- do o pì de do : vai alla domanda 11
- manco de do : morto de fame FINE
11) Bai tu a salsa?
- sì : vai alla domanda 14
- no : vai alla domanda 12
12) Va tu in montania?
- sì : vai alla domanda 13
- no : FINE
13) Te piasarìa a imparar a baear a salsa?
- sì : vai alla domanda 14
- no : FINE
14) A salsa…
- portoricana : FINE
- cubana : vai alla domanda 15
15) Par ti, Berlusca
- xe un figo : FINE
- xe un mona : se te sì rivà fin cuà, ciapa el me numero de teefono, ciamame subito che no stoo là a spetarte, e portame fòra

Expo, alla faccia!

Alla faccia di chi mi diceva "Non vado all'Expo, costa un sacco di soldi"
Alla faccia di chi mi diceva "Ci sono troppe code, 10 ore per il Giappone!". E se poi gli facevo notare che non è obbligatorio visitare il padiglione del Giappone, ci sono decine di padiglioni interessanti senza fila... "Eh, ma dove non c'è fila vuol dire che non c'è niente da vedere!"
Alla faccia di chi mi diceva "Per mangiare spendi un sacco di soldi, una pizza 30 euro". E tu sei pirla se con tutto lo street food del mondo vai in pizzeria.
Alla faccia di tutti\questi e molti altri... io ad Expo ci sono stata proprio nell'ultima settimana di apertura, quando in teoria dovevo fare ore di fila per non vedere niente spendendo una montagna di soldi. E mi sono pure tirata dietro il mio recalcitrante compagno.

Siamo arrivati a mezzogiorno. C'era un po' di fila ma io avevo il biglietto comprato su internet (costo: 20 euro in due) con ingresso prioritario. Un signore ci ha urlato "Voi, con quel biglietto, da questa parte!". Alle 12.05 eravamo dentro.
Abbiamo visto un sacco di cose. Alcuni padiglioni erano piccolini ma carini, altri non erano niente di mirabolante. Abbiamo deciso di fare almeno una coda da 45 minuti, tanto per poter dire che l'avevamo fatta; col senno di poi potevamo risparmiarcela, c'erano altri padiglioni da vedere senza troppa attesa e ugualmente belli, se non di più.
Abbiamo pure incontrato una celebrity: abbiamo visitato il padiglione della Cina gomito a gomito con Formigoni, solo che lui non ha fatto la coda (che comunque era di 20 minuti, niente di che).
Abbiamo pranzato con un menù della Guinea equatoriale a 12 euro (riso, carne, verdure, frittelline di pollo e di verdure), merenda con dolcetti sloveni (sui 4 euro l'uno, ma così enormi che un pezzo me lo sono portato a casa). Cena in treno con panini comprati al chiosco dei Fratelli Beretta: 2,5 euro l'uno, e pure buoni.

Tanta, tanta gente. Mai vista tanta gente tutta insieme. 
Ma che bella atmosfera, una specie di sagra paesana versione internazionale all'ennesima potenza. E poi, lo confesso, tanta soddisfazione nel poter dire "Io c'ero".



giovedì 8 ottobre 2015

Il centralinista

Odio dover chiamare il CUP (Centro Unico Prenotazioni) per le visite in ospedale. Devi schiacciare venti bottoni per poi essere messa in attesa venti minuti con una musichina orrenda... e alla fine ti risponde un'operatrice incazzosa che ti urla addosso per qualsiasi scemata.
Oggi mi aspettavo una risposta del tipo "Richiami tra due anni che se riapriamo le liste la mettiamo in attesa".
Invece mi risponde un uomo dall'accento romanaccio:
"So' Silvano, in che posso aiutarla?"
Spiego che devo prenotare una visita. Mi chiede la mia data di nascita.
"Aho, ma sa che se era nata a maggio era mejo? Peccato". Non indago e comunico il numero di prenotazione.
"Ammazza quanti 3 che c'ha 'sto numero". Non indago nemmeno su questo.
"Accidenti signo', c'è un problema". Porca miseria, il mio medico avrà ancora sbagliato a farmi la ricetta?
"No, è che ce stà mi' padre qui affianco che scassa. Mo vedo se se po' aggiustà...   ecche è! Ma lei è una maga! Baciata dalla fortuna! C'ho un posto tra un mese!"
Chiedo se riceverò la conferma dell'appuntamento via mail.
"Guardi, ie mando tutto: mail, piccione viaggiatore, e pure mi' padre che ie porta la ricevuta a casa".

Solo quando ho ricevuto la mail di conferma, ho avuto la certezza di non essere vittima di una candid camera.
Grazie di esistere, Silvano, e di avermi dato una ragione per chiamare serenamente il CUP.

lunedì 5 ottobre 2015

I dannati del clacson

Lettera aperta alla signora che mi ha strombazzato selvaggiamente  10 minuti fa

Cara signora,
Mi sfuggono le ragioni del suo gesto. Stavo evidentemente parcheggiando la mia microutilitaria con un'ardita manovra in retro marcia.
Per arrecare meno disturbo possibile, ho lasciato passare le macchine prima di intraprendere la manovra, rimanendo accostata.
Poi sei arrivata tu al volante del tuo transatlantico e hai iniziato a strombazzare. Io più di così non potevo accostare, allora ho iniziato la mia manovra in retro, dopo aver inserito tutte le frecce del mondo. Sei passata, ti sei fermata un attimo per farmi un gestaccio, poi sei ripartita. Complessivamente la mia manovra ti ha fatto perdere al massimo 30 secondi, inclusa la pausa gestaccio.
Mi spieghi cortesemente quale sarebbe la mia grave colpa? Voler parcheggiare?
Non ti lancio qualche maledizione solo perché risparmio la fatica, tanto avranno già provveduto tutti i vicini che hai svegliato con il tuo selvaggio clacson.

lunedì 28 settembre 2015

La prima stanza

Finalmente è pronta la prima stanza del nostro futuro nido d'amore. Il "nido" è un'enorme casa in campagna la cui costruzione sta richiedendo grossomodo lo stesso tempo della basilica di San Pietro.
Ma finalmente la prima stanza è pronta. Che bello sederci lì, su due sgabellini, a parlare, a fare progetti...

Peccato che la stanza sia il bagno. Il romanticismo non sarà al massimo, ma vuoi mettere la soddisfazione?




sabato 29 agosto 2015

Uscite romantico-culturali

Ci sono momenti in cui dubiti della solidità della tua relazione sentimentale. Ad esempio quando lui, per convincerti della vivacità culturale del paesello suo (dove ti appresti a trasferirti lasciando il tuo appartamento in centro città), ti porta a un concerto di una cover band di Ligabue.
Già se fosse quello vero avrei i miei problemi a reggerlo per più di 20 minuti, ma il finto Liga davvero è una cosa raccapricciante. Momenti topici del concerto:
- il finto Liga con gesto trasgressivo butta a terra il giubbino in fintissima pelle. Ma subito dopo lo raccoglie e lo sistema per benino con la mano, che gli deve durare anche per l'anno prossimo, non si può mica sciupare
- il finto Liga nell'entusiasmo della canzone gira il microfono verso il pubblico aspettandosi il boato. Silenzio di tomba, nessuno canta
- il finto Liga ringrazia i suoi fans che stanno cantando e ballando con lui. Lo sguardo cade su qualche bambino dell'asilo che salta davanti al palco, mentre poco più in là ci sono ben tre o quattro signore che saltano e cantano. Per il resto, la piazza è affollata ma sono tutte persone sedute ai tavoli della sagra a mangiare pesce fritto e salsicce.

Ci sono poi momenti in cui riacquisti fiducia nella solidità della tua relazione. Ad esempio quando ti rendi conto che il concerto fa schifo anche a lui, ci ridete sopra e quindi ve ne andate a visitare la mostra di Vespini d'epoca.

Cuore di zia e i piccoli rapper

Accendendo il computer stamattina ho pensato che la data fosse sbagliata: non può essere già finito agosto.
Invece sì, e allora mi lascio andare ai ricordi dell'estate.
Ho fatto un bel viaggio con la mia dolce metà (che sta sempre benissimo ma in vacanza gli fa male la gamba e non può camminare).
Ho accompagnato papà al paesello natale in sud Italia, per una full immersion tra passato e presente alla risperta del mio lato partenopeo.
Ho passato del tempo con la mamma e parenti vari nel paesello natale suo, che ha l'innegabile vantaggio di essere una località di mare.

Il ricordo dell'estate sarà la colonna sonora delle giornate al mare con i miei nipotini. Cuore di zia colpisce ancora...
Quando ero bambina, per noi cuginetti la colonna sonora dell'estate era "Tutti al mare... tutti al mare... a mostrar le chiappe chiare", cantata a squarciagola strada facendo. Ci sentivamo tanto trasgressivi.
Quest'anno invece andava per la maggiore Cremonini, "Buon viaggio": mi sono sentita molto "zia up to date" visto che per fortuna la conosco anche io. Confesso invece la mia inadeguatezza di fronte ai bimbi rapper che cantano Fedez a 5 anni.
A proposito, Fedez: nell'improbabile ipotesi che tu legga questo blog, desidero informarti che le tue canzoni spopolano all'asilo. Sappilo.


lunedì 20 luglio 2015

Manifestazioni antimigranti: sei motivi per non partecipare

Ho ricevuto su facebook l'invito a partecipare a una "manifestazione antimigranti".
Ecco un "decalogo" (in realtà sono solo 6 punti, ma si potrebbe allungare la lista, confido nei commenti) dei motivi per cui non partecipare a una manifestazione antimigranti:
1. Quelli contro cui si manifesta non sono migranti ma rifugiati, scappano da zone di guerra e il loro stato è riconosciuto e tutelato in ogni paese civile
2. A indire questa manifestazione sono gli stessi che la settimana scorsa hanno avuto la bella idea di entrare negli appartamenti destinati ai profughi e dar fuoco a mobili e materassi, oltre a impedire la consegna del cibo ai profughi stessi. Stare vicino a gente del genere mi fa paura
3. I migranti (e anche i profughi, i rifugiati, ...) sono esseri umani. Io manifesto per una causa, ma non manifesto mai contro delle persone, soprattutto se queste persone sono in fin dei conti dei poveracci
4. La maggior parte delle persone che parteciperanno alla manifestazione, è convinta che questi profughi (che secondo loro sarebbe sinonimo di "clandestini") arrivino in Italia, ricevano 35€ al giorno vitanaturaldurante, siano alloggiati in alberghi a 4 stelle in località turistiche, e dopo un po' abbiano casa e lavoro garantiti dallo Stato, oltre al fatto che se fanno venire anche il nonno questo si becca la pensione senza aver versato nemmeno un contributo. Ecco, se uno crede a queste boiate non voglio averci niente a che fare
5. Non dico che le cose vadano bene così, c'è obiettivamente un problema legato alla gestione degli sbarchi. Non è nemmeno un'emergenza, è una situazione che va avanti da anni. Ma se un comune con 200.000 abitanti non è capace di gestire 100 profughi, forse il problema non sono i profughi ma chi organizza l'accoglienza. D'altronde il discorso vale in generale per l'Italia, che da anni non si mostra all'altezza della situazione, e la colpa non è certo di cerca di salvarsi la vita scappando da guerra, fame, miseria
6. Per partito preso, non parteciperei mai a una manifestazione la cui locandina presenta lo slogan: "PARTECIPA ANCHE TE!"

giovedì 16 luglio 2015

Per l'abolizione del ferro da stiro



Fa così caldo che mia suocera ha rinunciato a stirare le mutande.
Esprimendo la mia approvazione, le ho confessato che io non le ho mai stirate in vita mia. E nemmeno i calzetti, le lenzuola, le federe, gli asciugamani, le canottiere, le magliette, i jeans, i pigiami, i maglioncini, gli strofinacci, le tute, gli abiti "da casa", i dolcevita, i leggings, ...

In realtà nel parlare con lei mi sono limitata alle mutande, credo che le rivelazioni vadano sempre fatte in modo graduale per evitare shock eccessivi.

mercoledì 15 luglio 2015

Buona scuola e bufale gender


Da giorni, alcuni miei conoscenti stanno diffondendo su facebook appelli contro la "Buona scuola" di Renzi: da settembre, corsi gender obbligatori per tutti, dall'asilo alle superiori!
Si comincia all'asilo con il pene in peluche e vari giochini, tipo palparsi i genitali a vicenda.
Si continua alle elementari con il gioco del dottore sotto l'occhio vigile (e bavoso) degli insegnanti.
Si approfondisce alle medie con i corsi di "educazione all'affettività", in cui insegniamo ai ragazzi a masturbarsi e li incoraggiamo all'omosessualità.
Resto in attesa di sapere cosa la riforma prevederebbe per le superiori, immagino come minimo orge di gruppo docenti compresi.



Sono delusa e amareggiata. Io ho anche provato a spiegare che si tratta di panzane colossali, ma come fai a dialogare con qualcuno che è seriamente convinto che dall'anno prossimo le Linee guida (non si sa di cosa) prevedano il gioco del dottore obbligatorio in classe?

Sono anche preoccupata. Girano appelli deliranti, si invitano i genitori a leggere il POF, a verificare quali sono le attività curricolari ed extracurricolari, a farsi eleggere come rappresentanti nei consigli di classe per vigilare, impedendo che corsi malefici quali "educazione sessuale" siano messi in programma.
Ora, magari finalmente i genitori si interessassero a cosa fanno i figli a scuola, magari si facessero eleggere rappresentanti: ogni anno assisto a scene pietose quando è il momento di votare due rappresentanti, e scopri che su almeno 40 genitori non ce n'è uno che sia disposto a partecipare a 2-3 riunioni in un anno.
Quello che mi spaventa, è che l'anno prossimo ci possano essere genitori pronti a lottare per bloccare le "attività extracurricolari improntate a un'educazione gender" (che non si sa cosa sia).
Tanto per far capire di cosa si tratta, riporto qui qualche esempio di "attività extracurricolari" (note anche come "progetti"):
- educazione stradale: un vigile urbano spiega ai ragazzini perchè non bisogna truccare il motorino, quali sono i rischi se vai in moto senza il casco, perchè è importante rispettare le regole della strada anche quando si va in bicicletta
- educazione alla salute: incontri con un nutrizionista (che spiega perchè è dannoso ingozzarsi di merendine mentre è importante mangiare frutta e verdura), oppure sensibilizzazione su fumo e alcool (contando che i quindicenni fumano e si sbronzano di continuo)
- prevenzione andrologica: per i ragazzi più grandi (17-19 anni), incontro con un andrologo e visita medica (facoltativa, solo con autorizzazione firmata dai genitori), fondamentale da quando non si fa più la visita di leva
- intercultura: incontri con associazioni che presentano progetti di cooperazione internazionale o simili
- educazione all'affettività e lotta al bullismo: incontri con psicologi/educatori della ASL per riflettere sul rapporto con gli altri, facendo capire ai ragazzi che quello che fa stare male me fa stare male anche gli altri (si chiama empatia) e che quindi anche se mi sembra molto divertente prendere in giro in gruppo il ragazzino più debole, forse magari non è tanto il caso di farlo.

Ecco, questi sono i temutissimi progetti contro cui bisogna vigilare!
I professori non devono imporre nulla, che si limitino a insegnare letteratura, matematica, geografia.
Che se io voglio che mio figlio cresca bullo, omofobo, razzista, abbuffandosi di merendine e ingravidando ragazzine, è una mia libera scelta e la scuola non deve impicciarsi.

venerdì 26 giugno 2015

Cose da cefalgici

Chi soffre di emicrania non può vivere senza i farmaci. Quando ti viene un attacco, spaccheresti la testa contro il muro per la disperazione e urleresti per il dolore: allora, solo un pasticcone può salvarti.
Porto i miei pilloloni in borsetta ovunque vada, e il mio incubo peggiore è trovarmi senza alla vigilia di  ferragosto.
Ma quando ti rendi conto che il farmacista non ha più bisogno di chiederti il nome per prendere le ordinazioni, in quel momento capisci che essere considerata un'habituée della farmacia non è il massimo.

martedì 23 giugno 2015

Maturità t'avessero preso prima

E' tempo di esami di maturità. E ovviamente mi hanno beccata.
Così parto ogni mattina per fare un'oretta di macchina e arrivare a esaminare i miei bei ragazzotti del Professionale, tutti appena scesi dal trattore o usciti dalla stalla, rimessi a nuovo per l'occasione nelle loro camicette (i colleghi dicono che in cinque anni non li hanno mai visti vestiti così, in genere vanno per la maggiore magliette strappate e braghe con il cavallo all'altezza del ginocchio).
Prova di italiano. Affrontano il tema impugnando la penna come se fosse una zappa (oggetto con cui evidentemente hanno maggiore dimestichezza).
E adesso, avanti con le correzioni. Si apprezza l'impegno, ci si mette una mano sul cuore. D'altronde, come non commuoversi di fronte a un "Tema di italiando"?


mercoledì 20 maggio 2015

Giornalisti d'assalto e precari stagionati

Manifestazione di docenti contro la "Buona scuola". Sono lì con un drappello di colleghi quando si avvicina un giornalista: sta cercando un insegnante "precario stagionato" da intervistare.
Gli indicano un collega precario: "No, lui è troppo giovane, non c'è un precario stagionato?".
Gli indicano un altro collega, assunto in ruolo quest'anno ma con lunga esperienza di precariato. Ma anche lui a quanto pare non è abbastanza stagionato.
A quel punto si rivolge a me:
 "Lei è precaria?". No, sono di ruolo, rispondo seccamente.
"E quanti anni è stata precaria prima di entrare in ruolo?" Pochi, alla faccia tua.
"Posso intervistarla?".
No, brutto cafone. Stagionato sarai tu.

martedì 19 maggio 2015

Risposta alla mail di Renzi agli insegnanti

Gentile Matteo Renzi,
 rispondo, punto per punto, alla mail da lei inviata a tutti gli insegnanti italiani, tra cui la sottoscritta.

I.              Assumiamo oltre centomila precari. 
Non sono nuove assunzioni: sono insegnanti qualificati, abilitati, vincitori di concorso, che da anni (decenni?) lavorano nelle scuole venendo licenziati a giugno e assunti a settembre. Questo oltre a penalizzare gli studenti (che cambiano professori ogni anno), è illegale. Quindi non state facendo un regalo, state semplicemente mettendo fine a una situazione di illegalità, come sancito anche da diverse sentenze. Queste assunzioni non sono parte di una riforma, sono un obbligo legale.

II.            Bandiamo un concorso per altri 60 mila posti il prossimo anno. Messa la parola fine alle graduatorie a esaurimento si entra nella scuola per concorso. Ma i concorsi vanno fatti, non solo promessi. Altrimenti si riparte da capo.
 I concorsi non servono a niente se poi i vincitori non vengono assunti. Dovete ancora finire di assumere i vincitori del concorso del 2012. Inoltre dovete ancora finire di assumere gli insegnanti delle graduatorie a esaurimento, i quali non si trovano lì per diritto divino, ma perchè a loro volta hanno superato concorsi, esami di Stato, selezioni. 
Ha senso bandire un concorso quando ci sono graduatorie ancora valide?

 
III.           Mettiamo circa quattro miliardi sull'edilizia scolastica. Ancora non sono sufficienti a fare tutto, ma sono un bel passo in avanti
"Non sono sufficienti a fare tutto" vuol dire che anche l'anno prossimo potrò usare solo metà aula perchè il resto non è agibile (piastrelle che saltano, intonaco che cade)?



IV.          Diamo più soldi agli insegnanti. Possiamo discutere sui criteri con cui applicare il merito, ma questi soldi non possono essere dati in parti uguali a tutti.
I calcoli fatti dai sindacati mostrano che anche l'insegnante più meritevole riceverà aumenti di stipendio inferiori a quelli (già miseri) che riceve attualmente.
Si potrebbe discutere sui criteri, ma allora perchè sono già stati stabiliti nel testo della legge?


V.           Attuiamo l'autonomia. Dopo anni di ritardi completiamo il disegno dell'autonomia attribuendo libertà educativa e progettuale alle singole scuole e impedendo alle circolari ministeriali di governare in modo centralistico gli istituti. Si rafforzano responsabilità (e conseguenti valutazioni) del dirigente scolastico che non è certo uno sceriffo ma un primus inter pares dentro la comunità educativa.
Molte scuole nemmeno ce l'hanno il preside, visto che il dirigente ha la titolarità su due scuole. 
Inoltre, ammesso che il preside ci sia, siamo sicuri che abbia la preparazione adatta per fare il manager? In base a quale criterio avrebbe queste competenze?


VI.          Realizziamo la vera alternanza scuola-lavoro.
 Si fa già da anni negli indirizzi tecnici e professionali.


VII.         Educhiamo cittadini, non solo lavoratori. L’emergenza disoccupazione giovanile va combattuta. Ma compito della Buona Scuola non è solo formare lavoratori: è innanzitutto educare cittadini consapevoli. Per questo reintroduciamo spazio per la musica, la storia, l’arte, lo sport. E valorizziamo la formazione umanista e scientifica.
Ci stiamo provando già da anni. Ma concretamente, cosa vuol dire "reintrodurre spazio"? Aumentare le ore? Rifare i programmi? Scritto così non vuol dire niente. 

VIII.       Affidiamo a deleghe legislative settori chiave. Ci sono temi su cui da decenni si aspetta un provvedimento organico e che finalmente stanno nelle deleghe previste dal testo. In particolar modo un maggiore investimento sulla scuola 0-6 e gli asili nido, sulla semplificazione normativa, sul diritto allo studio, sulla formazione iniziale e l’accesso al ruolo degli insegnanti.
Una riforma della scuola serve, ma non si fa dall'oggi al domani. Si parte da un'analisi delle criticità e dei bisogni, si costituisce una commissione di studio, si avvia una sperimentazione, si fa una valutazione degli esiti e solo a quel punto si fa una riforma; ma per questo ci vogliono del tempo, degli esperti e una vera partecipazione. La "Buona scuola" invece è un testo arraffazzonato in fretta e furia da gente incompetente, per far vedere che il governo sta facendo qualcosa, possibilmente in tempo per le prossime elezioni regionali.


Sorvolo sui toni altamente autocelebrativi della sua mail.
La sua "riforma" non tocca minimamente i nodi critici della scuola, non risponde ai suoi bisogni reali e non produrrà alcun miglioramento. Anzi, crea i presupposti per una differenziazione tra scuole di serie A e scuole di serie B. Crea una situazione di precarietà a vita, visto che ogni tre anni si aprirà una specie di "calciomercato" in cui i presidi si potranno procacciare i migliori insegnanti, giudicati "migliori" sulla base di non si sa quale criterio. Insegnanti ultrasessantenni potranno essere messi a insegnare materie diverse dalla propria, madri di famiglia potranno essere spedite a centinaia di chilometri di distanza da casa. Le scuole non potranno fare programmi a lungo termine, visto che ogni tre anni il loro organico cambierà. Con buona pace per la progettualità e la continuità didattica.
In classe, se mi rendo conto che nessuno ha capito niente, rispiego la lezione usando parole e metodi diversi.
Lei continua a dire che le proteste derivano dal fatto che noi insegnanti, studenti, genitori non capiamo la sua geniale riforma. Ma se 200.000 persone hanno tutte capito male, non le viene il dubbio che forse non si è proprio spiegato bene bene?



giovedì 14 maggio 2015

Lettera di Renzi agli insegnanti

Ieri nella mia casella di posta elettronica è arrivata una mail di Matteo Renzi.
Se state crepando d'invidia e di curiosità perchè voi non siete insegnanti e non l'avete ricevuta, provvedo a copiarla e incollarla qui sotto.
Si accettano suggerimenti per la risposta.


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Gentilissime e gentilissimi insegnanti,
oggi per la prima volta dopo undici trimestri il PIL italiano torna a crescere. È un risultato di cui dovremmo essere felici, dopo anni di recessione. Ma personalmente credo non basti questo dato: l'unica strada per riportare l'Italia a crescere è investire sulla scuola, sulla cultura, sull'educazione. Non ci basta una percentuale del PIL, ci serve restituire prestigio e rispetto alla scuola.
Stiamo provando a farlo ma purtroppo le polemiche, le tensioni, gli scontri verbali sembrano più forti del merito delle cose che proponiamo di cambiare. Utilizzo questa email allora per arrivare a ciascuno di voi e rendere ragione della nostra speranza: vogliamo restituire centralità all'educazione e prestigio sociale all'educatore. Vogliamo che il posto dove studiano i nostri figli sia quello trattato con più cura da chi governa. Vogliamo smetterla con i tagli per investire più risorse sulla scuola. In una parola, vogliamo cambiare rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. Dopo anni di tagli si mettono più soldi sulla scuola pubblica italiana.
L'Italia non sarà mai una superpotenza demografica o militare. Ma è già una potenza superculturale. Che può e deve fare sempre meglio. Per questo stiamo lavorando sulla cultura, sulla Rai, sul sistema universitario e della ricerca, sull'innovazione tecnologica. Ma la scuola è il punto di partenza di tutto. Ecco perché crediamo nel disegno di legge che abbiamo presentato e vogliamo discuterne il merito con ognuno di voi.
Intendiamoci. Non pensiamo di avere la verità in tasca e questa proposta non è “prendere o lasciare”. Siamo pronti a confrontarci. La Buona Scuola non la inventa il Governo: la buona scuola c'è già. Siete voi. O meglio: siete molti tra voi, non tutti voi. Il nostro compito non è fare l'ennesima riforma, ma metterci più soldi, spenderli meglio e garantire la qualità educativa.
Per questo con il progetto La Buona Scuola:
I.              Assumiamo oltre centomila precari. Ovviamente chi non rientra nell'elenco si lamenta, quelli del TFA non condividono l'inclusione degli idonei del 2012, quelli della GAE chiedono di capire i tempi, quelli del PAS fanno sentire la propria voce. Tutto legittimo e comprensibile. Ma dopo anni di precariato, questa è la più grande assunzione mai fatta da un Governo della Repubblica. E non è vero che ce l'ha imposta la Corte di Giustizia: basta leggere quella sentenza per capire che la Corte non ci ha certo imposto questo.
II.            Bandiamo un concorso per altri 60 mila posti il prossimo anno. Messa la parola fine alle graduatorie a esaurimento si entra nella scuola per concorso. Ma i concorsi vanno fatti, non solo promessi. Altrimenti si riparte da capo.
III.           Mettiamo circa quattro miliardi sull'edilizia scolastica. Ancora non sono sufficienti a fare tutto, ma sono un bel passo in avanti, grazie anche all'operazione Mutui BEI che vale circa 940 milioni di euro. Costruire una Buona Scuola passa anche dai controsoffitti e dagli infissi, non solo dalle previsioni normative. É il più grande investimento in edilizia scolastica mai fatto da un Governo della Repubblica.
IV.          Diamo più soldi agli insegnanti. Ci sono 40 milioni di euro per la vostra formazione. A questi si devono aggiungere 500 euro netti a testa per la Carta del Professore: musica, libri, teatro, corsi per pagare ciò che ritenete utile per aiutarvi nella vostra crescita culturale. E ci sono 200 milioni di euro per il merito. Possiamo discutere sui criteri con cui applicare il merito, ma questi soldi non possono essere dati in parti uguali a tutti.
V.           Attuiamo l'autonomia. Dopo anni di ritardi completiamo il disegno dell'autonomia attribuendo libertà educativa e progettuale alle singole scuole e impedendo alle circolari ministeriali di governare in modo centralistico gli istituti. Si rafforzano responsabilità (e conseguenti valutazioni) del dirigente scolastico che non è certo uno sceriffo ma un primus inter pares dentro la comunità educativa.
VI.          Realizziamo la vera alternanza scuola-lavoro. Abbiamo il 44% di disoccupazione giovanile e un preoccupante tasso di dispersione scolastica. Segno evidente che le cose non funzionano. Replichiamo le esperienze di quei Paesi come Germania, Austria e Svizzera che già sono presenti sul territorio nazionale in Alto Adige con il sistema duale, puntando a un maggior coinvolgimento dei ragazzi nelle aziende e ad un rafforzamento delle loro competenze.
VII.         Educhiamo cittadini, non solo lavoratori. L’emergenza disoccupazione giovanile va combattuta. Ma compito della Buona Scuola non è solo formare lavoratori: è innanzitutto educare cittadini consapevoli. Per questo reintroduciamo spazio per la musica, la storia, l’arte, lo sport. E valorizziamo la formazione umanista e scientifica.
VIII.       Affidiamo a deleghe legislative settori chiave. Ci sono temi su cui da decenni si aspetta un provvedimento organico e che finalmente stanno nelle deleghe previste dal testo. In particolar modo un maggiore investimento sulla scuola 0-6 e gli asili nido, sulla semplificazione normativa, sul diritto allo studio, sulla formazione iniziale e l’accesso al ruolo degli insegnanti.
Ho letto tante email, appassionate, deluse, propositive, critiche. Mi hanno aiutato a riflettere, vi sono grato. Leggerò le Vostre risposte se avrete tempo e voglia di confrontarvi. Da subito posso fare chiarezza su alcune voci false circolate in queste settimane:
-       Le aziende non hanno alcun ruolo nei consigli di Istituto;
-       I giorni di vacanza non si toccano:
-       Nessuno può essere licenziato dopo tre anni;
-       Il preside non può chiamare la sua amica/amico, ma sceglie tra vincitori di concorso, in un ambito territoriale ristretto.
        
C'è un Paese, l'Italia, che sta ripartendo. Con tutti i nostri limiti abbiamo l'occasione di costruire un futuro di opportunità per i nostri figli. Sciuparla sarebbe un errore. Conosco per esperienza di padre, di marito, di studente l'orgoglio che vi anima, la tenacia che vi sorregge, la professionalità che vi caratterizza. Mentre scrivo sul computer scorrono nella mente i volti e i nomi dei professori che mi hanno accompagnato come credo accada spesso a ciascuno di voi: le storie di chi all'elementare Rodari, alla media Papini, al Liceo Dante si è preso cura della formazione mia e dei miei compagni di classe. Un professore collabora alla creazione della libertà di una persona: è veramente una grande responsabilità. Vi chiedo di fare ancora di più: darci una mano a restituire speranza al nostro Paese, discutendo nel merito del futuro della nostra scuola. Il nostro progetto non è “prendere o lasciare” e siamo pronti a discutere. Ma facciamolo nel merito, senza la paura di cambiare. L'Italia è più forte anche delle nostre paure.

Aspetto le Vostre considerazioni.
Intanto, buon lavoro in queste settimane conclusive dell'anno scolastico.
Molto cordialmente,

Matteo Renzi